Analisi Padova-Verona 3-0: debacle totale per l’Hellas

Una “debacle” sotto tutti i punti di vista. Gioco, carattere, occasioni da gol, orgoglio e classifica. La trasferta dell’Euganeo per il Verona di Fabio Grosso è stata una vera r propria “Caporetto”. Il 3-0 finale incassato contro l’ultima della classe rispecchia ampiamente l’andamento della gara, nella quale Pazzini e compagni non sono mai scesi in campo.

Cosa è successo? Domanda da un milione di dollari, ma forse anche no. La realtà è che l’Hellas Verona 2018-19 non ha una vera e propria identità. Debole caratterialmente e supponente nell’atteggiamento, la squadra di Grosso ieri è stata surclassata dall’inizio alla fine da un avversario con il dente avvelenato (soprattutto i due recenti ex Calvano e Cherubin), che ha giocato con il coltello tra i denti. Un dato che rispecchia la sconfitta: il primo tiro in porta dell’Hellas è arrivato al minuto 80 con un calcio di punizione di Tupta dai 30 metri, quando il risultato era già sul 3-0.

Basterebbe quest’ultimo passaggio per commentare la partita di ieri. Lunedì al Bentegodi arriverà un Cosenza affamato di punti e che proverà in tutti i modi a rendere la vita difficile agli scaligeri. E intanto la Serie A si allontana ed ora è a 5 punti. E un monito per lunedì: non sempre si può vincere senza giocare.

Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.