Analisi Spezia-Verona 1-2: Grosso salva la panchina, ma l’uscita dal tunnel è distante

Fondamentale. Questo è il primo pensiero che viene alla mente se si pensa alla vittoria dell’Hellas Verona sul campo dello Spezia per 2-1. Fondamentale per l’allenatore Fabio Grosso che allontana così lo spettro di un esonero ormai sulla bocca di tutti, e fondamentale per classifica e morale, rilanciando i gialloblu al quinto posto in classifica (in attesa del posticipo tra Crotone e Pescara di questa sera, ndr) con una vittoria che mancava da quasi due mesi.

Ebbene si il Verona non vinceva dallo scorso 27 dicembre (4-0 con il Cittadella al Bentegodi), e dal 9 dello stesso mese in trasferta (1-0 a Benevento). Un tempo troppo lungo per una squadra con ambizioni di vertice, soprattutto se si pensa che in queste cinque partite senza successi l’Hellas ha incontrato tutte le ultime quattro della classifica. E la vittoria di ieri assume ancora maggior significa pensando al fatto che lo Spezia in casa avesse perso una sola partita in tutta la stagione.

Una partita finalmente giocata con testa e cuore, proprio nel momento in cui l’acqua era arrivata alla fatidica gola. L’iniziale svantaggio di Mora avrebbe potuto mettere definitivamente in ginocchio il Verona, ma la reazione, per una volta, c’è stata, ed ha portato la firma del miglior uomo stagionale: Mattia Zaccagni. Un ragazzo che vale la categoria superiore e che in questa stagione si è più volte preso l’Hellas sulle spalle.

Non è tutto ora quel che luccica è vero. Ci sono le occasioni clamorose divorate da Di Carmine prima e Di Gaudio poi, e dopo il vantaggio di Gustafson, lo Spezia ha avuto una gigantesca occasione da gol sprecata clamorosamente da Galabinov che avrebbe potuto indirizzare il match su binari diversi. Ma dopo tanto tempo l’Hellas ha dimostrato compattezza, fame e voglia assoluta di portare a casa la vittoria. Che all’ambiente non sia mai piaciuto è evidente, ma l’abbraccio dopo il gol di Zaccagni tra squadra, allenatore e staff tecnico manda un segnale importante da non trascurare.

Ora la sfida più importante e difficile che Pazzini e compagni si troveranno davanti, oltre a recuperare punti sulla vetta della classifica, sarà (ri)conquistare i tifosi. Dato che le frizioni tra tifoseria e società sono oramai insanabili, spetta alla squadra provare a recuperare un distacco che a Verona in tanti anni non si era mai visto, neppure nell’inferno della Serie C.

Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.