Il Decennio dell’Hellas Verona: da Salerno al Cittadella, tra gioie e dolori

Finisce un decennio di montagne russe per l’Hellas Verona. Dall’inferno della Serie C alla risalita in Serie A, per poi passare al sali e scendi degli ultimi anni tra cadetteria e massima serie.

DA SALERNO ALLA SERIE A – Nella prima parte di questa decade il Verona non riusce ad uscire dalle sabbie mobili della Lega Pro, poi una cavalcata incredibile con Mandorlini in panchina nella stagione 2010-11 porta l’Hellas a giocarsi la doppia finale con la Salernitana. Una doppietta di Nicola Ferrari all’andata (ininfluente la sconfitta per 1-0 nel ritorno all’Arechi di Salerno) regala la Serie B al Verona dopo 4 anni di sofferenze.

La stagione successiva (2011-12) regala grandi soddisfazioni ai tifosi scaligeri con l’Hellas che perde l’accesso alla Serie A solamente ai play-off contro il Varese. Ma l’estate del 2012 segna una svolta fondamentale nella recente storia gialloblu: Maurizio Setti rileva le quote di Giovanni Martinelli e diventa il nuovo Presidente dell’Hellas Verona. Con l’imprenditore carpigiano l’Hellas ritrova l’accesso alla Serie A al termine di una stagione complicata ma entusiasmante grazie soprattutto ai 24 gol di Daniele Cacia.

SALI E SCENDI – Il ritorno in Serie A sempre con Andrea Mandorlini in panchina è un successo: l’Hellas totalizza 54 punti, regala una seconda giovinezza a Luca Toni e mette in risalto goielli presunti e reali come Iturbe e Jorginho. Anche la stagione successiva è tutto sommato positiva: la salvezza raggiunta ad inizio aprile e la vittoria della classifica marcatori di Luca Toni (22 reti insieme all’interista Icardi, ndr) mettono il suggello ad un biennio molto positivo per l’Hellas.

Foto LaPresse – Spada

Dalla stagione 2015-16 iniziano i problemi. L’acquisto di Pazzini in estate sembra il preludio ad un’altra grande stagione, ed invece i tanti infortuni ed un gruppo arrivato alla fine di un ciclo riportano l’Hellas in Serie B dopo tre stagioni. Il cambio di guida tecnica da Mandorlini a Del Neri non riesce a risollevare le sorti dell’Hellas che chiude il campionato all’ultimo posto.

Nell’estate del 2016 Setti affida la parte sportiva al nuovo ds Filippo Fusco e, con sorpresa di tutti, sceglie Fabio Pecchia come nuovo allenatore. Tra lo scetticismo generale il Verona parte alla grandissima inanellando vittorie su vittorie grazie alle reti di Pazzini (23 a fine stagione), ma un calo tra dicembre e febbraio compromette quello che sembrava un percorso trionfale. Con grande sofferenza il Verona riesce a riconquistare la Serie A dopo una sola stagione nell’ultima partita a Cesena.

Foto: Gazzetta

La stagione successiva sarebbe dovuta essere quella della ritrovata dimensione per una città da Serie A, ed invece l’Hellas mette a registro la peggior stagione in massima serie della sua storia. Un mercato a dir poco fallimentare (emblematico il caso Cassano che ha rescisso il contratto solamente qualche giorno dopo la firma), una gestione tecnica e societaria alquanto rivedibile fanno terminare il campionato al penultimo posto con soli 25 punti conquistati.

I GIORNI NOSTRI – Il rapporto tra società e tifoserie è ai minimi storici e la scelta di Fabio Grosso come nuova guida tecnica non migliora di certo la cosa. L’Hellas, pur avendo una rosa di livello, stenta per tutto il campionato ed arriva ad inizio maggio addirittura fuori dalla zona play-off. Ma l’avvicendamento Grosso-Aglietti a due giornate dal termine segna una svolta impensabile: l’Hellas a fatica rientra negli spareggi, fa fuori prima il Perugia e poi il Pescara ed arriva a giocarsi la finalissima contro il Cittadella. Il 2-0 dell’andata sembra una sentenza, ma al ritorno Di Carmine e compagni con un capolavoro ribaltano la situazione vincendo 3-0 davanti ad un Bentegodi in delirio. È di nuovo Serie A, ma questa volta veramente non se lo aspettava nessuno.

Ed ora ai giorni nostri. Il presidente Setti, insieme al ds D’Amico, scelgono Ivan Juric come nuovo allenatore tra lo scetticismo generale. Il mercato porta tanti giocatori nuovi e gran parte delle scelte si rivelano azzeccatissime. L’Hellas stupisce per gioco e mentalità, gioca tutte le partite alla pari ed arriva alla sosta natalizia con 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione e una partita da recuperare. Quella che tutti davano per spacciata ad inizio anno è ora una delle rivelazioni della Serie A.

Fonte foto: Sky Sport

Questo il racconto del decennio vissuto dai gialloblu. Dieci anni in cui si sono alternate gioie e dolori, promozioni insperate e retrocessioni dolorose. Ora la Serie A raggiunta con i denti deve essere difesa fino allo stremo, costi quel che costi. Nella speranza che il prossimo decennio sia quello della tanto agognata stabilizzazione nel calcio conta.

(Foto Claudio Martinelli/LaPresse2)