Hellas Verona, le dichiarazioni di Federico Dimarco nella conferenza stampa di presentazione

Federico Dimarco, il nuovo esterno dell’Hellas Verone arrivato in prestito dall’Inter qualche settimana fa, si è presentato alla stampa veronese presso la sala stampa dello Centro Sportivo ‘Paradiso’ di Peschiera.

Queste le sue principali dichiarazioni, così come riportato da hellasverona.it: “L’arrivo al Verona? Se ne è iniziato a parlare a inizio gennaio, poi si è dovuto aspettare qualche movimento di mercato dell’Inter ma tutto è andato per il meglio. Ho scelto questa squadra perché c’è un mister preparato, tra i migliori in Italia a lavorare con i giovani, ho seguito spesso il Verona e mi incuriosiva molto poter giocare qui. Ci sono stati altri Club ma io ho sempre e solo pensato a venire all’Hellas.

Il mio ruolo? La mia posizione preferita è il quinto di centrocampo, quindi penso che qui ci sia il modulo giusto per le mie caratteristiche. Fisicamente sto bene, all’Inter si lavorava tanto, sono un ragazzo cui piace trascinare i propri compagni e mettere tutto in campo. Il primo impatto è stato molto positivo, ci sono molti ragazzi giovani con tanta voglia di lavorare, emergere ed esprimere le proprie qualità. L’esordio con la Juve è stato pazzesco, che abbiamo fatto qualcosa che resterà nel cuore di tutti i tifosi. Fa sempre piacere vedere un pubblico così vicino alla squadra, che ti spinge nei momenti di difficoltà.

Udine? Sarò tosta, noi dobbiamo continuare ad allenarci come stiamo facendo, con i piedi ben piantati a terra ma anche, perché no, senza smettere di sognare. Conte-Juric? Sicuramente ci sono delle similitudini nel metodo di lavoro, si va davvero forte, ma la disposizione e le idee tattiche sono diverse. Il mio futuro? Una eventuale riconferma mi piacerebbe molto, ma me la devo guadagnare sul campo“.

Foto: Facebook Hellas Verona FC

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Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.