Hellas Verona: le parole di Malesani, Prandelli, Cagni e Mutti alla Gazzetta

HELLAS VERONA – All’interno dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, grande spazio dedicato all’Hellas Verona e ad alcuni ex allenatori della squadra gialloblu, che hanno detto la loro sull’attuale compagine allenata da Ivan Juric.

Parola ad Alberto Malesani, veronese doc e guida tecnica dell’Hellas dal 2001 al 2003: Non sono d’accordo sul fatto che sia difficile ripetersi, anzi si può crescere poco per volta se la società mantiene l’allenatore e compra giocatori adatti al suo progetto tecnico. Juric è stato bravo con giocatori in crisi come Lazovic e Faraoni. Il gioco della squadra ha un’impronta ben definita, con le mezzali che difendono e attaccano, ma non per nulla scontato continuare a giocare allo stesso modo.

Kalinic? È il centravanti che mancava, spero che torni a essere quello di una volta. E Benassi sarà il nuovo Pessina, aveva bisogno di cambiare ambiente, di trovare nuove motivazioni. In mezzo al campo sarà ancora fondamentale la regia e l’esperienza di Veloso. Obiettivi? Direi che può essere una salvezza tranquilla. Sono altre le squadre che secondo me soffriranno fino alla fine”.

Cesare Prandelli, trainer del Verona dal ’98 al 2000, ha poi aggiunto: “La squadra è cambiata molto e a Juric servirà tempo. Potrebbe esserci qualche difficoltà all’inizio, ma anche le altre faticheranno per trovare il giusto equilibrio. Juric è un tecnico serio che l’anno scorso ha fatto un ottimo lavoro. Saprà stupire anche in questa stagione, anche se sarà più difficile ripetersi. Non credo che cambierà modo di giocare, basato sull’intensità e sul pressing, sulla capacità di occupare gli spazi nella metà campo avversaria, di attaccare con 4-5 giocatori e di rientrare per difendersi grazie a un’ottima condizione fisica.

Kalinic? È un acquisto importante, ma anche Favilli farà bene, deve solo recuperare un po’ di autostima, convincersi di avere i mezzi per fare qualcosa di importante. Vedremo il Verona di sempre”.

Nella stagione 1994/95, il “Bentegodi” ha visto allenare anche Bortolo Mutti, che si è espresso così sul Verona odierno: “Sono stati ceduti due giocatori fondamentali come Kumbulla e Amrabat, e queste assenze potrebbero pesare sul percorso di crescita della squadra. Benassi? È un giocatore diverso da Amrabat, che è più trascinatore e nei momenti difficili sapeva prendere la squadra sulle spalle.

Cambio di modulo da parte di Juric? Non credo, è un po’ come Gasperini, difficile che rinunci alle caratteristiche del suo gioco in base agli avversari. Obiettivi stagionali? Sarà fondamentale recuperare l’entusiasmo dello scorso campionato. Sono convinto che la squadra crescerà anche se è cambiata molto. Juric è una garanzia della crescita del singolo giocatore”.

Tra il ’96 e il ’98, spazio anche a Gigi Cagni, rimasto molto legato alla città scaligera: “Una società come il Verona, a fronte di offerte importanti, non può che cedere i propri migliori giocatori. Gli obiettivi restano la salvezza e i bilanci in ordine. Ripetersi? Difficile, perché quel campionato resta qualcosa di unico. Il Verona ha giocato un calcio divertente e spettacolare, ma Juric non ha inventato nulla. Fino a 10 anni fa era una cosa normale, poi è arrivata questa moda del possesso palla. Un giovane che potrebbe fare la differenza? Lovato, un difensore molto interessante”.

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Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.