Pagellone Hellas Verona 2020: Top e Flop dell’anno dei gialloblù

Un anno magico. Questo è quello che hanno vissuto l’Hellas Verona e i suoi tifosi. A dispetto di quanto accaduto in tutto il mondo, era molto tempo che a Verona non si viveva il calcio con questo entusiasmo e questo orgoglio. Dopo la stagione sbalorditiva dell’anno scorso, gli uomini di Juric, nonostante molti cambi nella rosa e con la cessione di molti giocatori importanti, Veloso e compagni si sono ripetuti in questa prima parte di stagione, e se possibile si sono anche migliorati.

Ora il mercato di gennaio regalerà alla causa gialloblù alcuni nuovi giocatori, ma prima di mettere l’accento sul 2021, analizziamo Top & Flop dell’anno 2020.

TOP

SILVESTRI: come Pecchia gli potesse preferire Nicolas rimane ai più ancora un mistero, ma tant’è stato. Dall’estate del 2018 Silvestri si è preso la porta dell’Hellas Verona e ne ha fatto un valico quasi insuperabile. Decisivo per la promozione in Serie A due stagioni orsono, l’ex Leeds e Cagliari ha disputato un’ottima stagione da titolare (la prima in Serie A, ndr) nella passata stagione, migliorandosi ulteriormente quest’anno con la ciliegina della convocazione in Nazionale. Da riserva di Nicolas ad essere uno dei portieri più forti (e ambiti, ahinoi) della Serie A il passo è stato piuttosto breve.

ZACCAGNI-PESSINA: c’è chi esplode a 20 anni, e chi ci mette qualche anno in più. La convocazione in Nazionale dello scorso novembre è stata il suggello di un 2020 magico per Mattia Zaccagni, ma che dev’essere solamente un punto di partenza. Soprattutto in questa stagioni Zaccagni ha preso per mano il Verona ha suon di prestazioni sopra le righe (su tutte la partita a Milano contro il Milan capolista), trovando con continuità anche la via della rete. La speranza è quello di vederlo giocare con la maglia dell’Hellas ancora a lungo, ma per lui si sono mossi già diversi grandi club. Pessina, invece, è stato probabilmente il miglior giocatore dell’Hellas della passata stagione. Una duttilità tattica fuori dal comune, Juric avrebbe fatto carte false per riportarlo a Verona ma l’Atalanta non ci ha voluto sentire. Pian piano si sta conquistando il suo spazio anche a Bergamo, siamo convinti che sia destinato ad una grande carriera.

FARAONI-LAZOVIC: i due esterni sono stati il grande segreto dell’Hellas Verona 2019-20. Due frecce inesauribili che hanno dato una spinta inesauribile al gioco offensivo del Verona, andando diverse volte a segno. Apprezzati per la loro corsa, la tecnica, ma anche la grande duttilità tattica (Faraoni ha fatto anche il centrale di destra in situazioni di emergenza, mentre Darko ha ricoperto più volte il ruolo del trequartista), entrambi hanno sofferto in questa prima parte di stagione di problemi fisici che non hanno permesso loro di ripetersi sugli stessi standard della prima parte dell’anno (soprattutto Lazovic).

DIMARCO: se Lazovic è stato l’asso nella manica della scorsa stagione, in prima pagina ora ci va sicuramente Federico Dimarco. Dopo il rinnovo del prestito dall’Inter (con diritto di riscatto per l’Hellas, ndr), Dimarco lo spazio concessogli da Juric in virtù dei problemi fisici di Lazovic e Faraoni, diventando uno degli insostituibili di questa stagione. Corsa, tecnica e intelligenza tecnica ne fanno uno degli esterni sinistri emergenti più completi del campionato.

VELOSO: in molti avevano storto il naso al momento del suo acquisto, ma Veloso a Verona si è completamente rigenerato vivendo quasi una seconda giovinezza. Un infortunio muscolare ad ottobre lo ha costretto ai box per più di un mese, ma al suo rientro si è ripreso immediatamente il Verona con classe ed esperienza. Un capitano vero.

RRAHMANI-KUMBULLA: la loro assenza non si è troppo fatta sentire perché il Verona è comunque la terza miglior difesa del campionato, ma è certo che giocatori come Amir e Marash non si rivedranno a Verona tanto facilmente. Il primo granitico, preciso negli anticipi e forte fisicamente, il secondo elegante, abile in impostazione e fortissimo in marcatura. Sono stati, insieme a Gunter, il pilastro dell’Hellas che tanto bene ha fatto nella passata stagione.

FLOP

STEPINKI: sicuramente la grande delusione della passata stagione. Arrivato all’ultimo giorno di mercato nel settembre del 2019, per una cifra vicina ai 5 milioni di euro, l’ex centravanti del Chievo aveva spinto fortemente per trasferirsi nell’altra sponda dell’Adige e rimanere in Serie A, ma l’investimento di poco più di 5 milioni di euro (uno dei più onerosi dell’era Setti) si è rivelato un vero e proprio flop. L’espulsione dopo pochi minuti all’esordio contro il Milan ha fatto perdere sicurezza al ragazzo, che non è mai riuscito ad integrarsi in un meccanismo perfetto che produceva gioco e risultati. I 3 gol segnati in 21 presenze non gli sono valsi la riconferma.

BENASSI: per lui il discorso è diverso. Arrivato in estate dalla Fiorentina, Benassi non è mai stato utilizzabile da Juric per via di un infortunio al polpaccio che lo ha costretto ai box ormai dall’estate scorsa. I suoi problemi fisici probabilmente sono stati sottovalutati, ma fatto sta che a Verona non si è mai visto. Doveva essere uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti dell’estate 2020, di fatto si è trasformato in un desaparecido.

CETIN: arrivato nell’affare Kumbulla, il doppio infortunio rimediato in Nazionale ha minato la condizione fisica del difensore turco, che finora non si è mai ambientato veramente. Ma anche quando ha giocato, non è mai riuscito a trasmettere la sicurezza che ci si aspettava. Certo, 4 partite sono troppo poche per giudicare un giocatore, ma l’esplosione di Dawidowicz e Lovato lo hanno relegato ai margini delle scelte di Juric.

(Fonte Foto: Hellas Verona FC)

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