Verona-Salernitana, Faraoni: “Dobbiamo confermarci, i tifosi meritano la A”

Uno degli acquisti del mercato di riparazione dell’Hellas Verona è stato Davide Faraoni. L’ex terzino del Crotone dopo l’esordio (da dimenticare) con il Padova non è più usciti, tranne un subentro nella gara contro il Carpi. Domenica a La Spezia, però, Faraoni è stato impiegato da mezzala di centrocampo, e l’azzardato esperimento ha portato i suoi frutti.

Intercettato da La Gazzetta dello Sport, l’ex giovanili dell’Inter ha commentato così il nuovo ruolo creato per lui da mister Fabio Grosso: “Non penso che il mister mi farà giocare in quella posizione anche domenica, ma anche se fosse non lo direi, mica possiamo dare vantaggi agli avversari. A La Spezia sono stato impiegato in quel ruolo perché c’era bisogno di un uomo che avesse gamba, che rompesse il loro gioco e desse protezione su Bidaoui. Per me prima di tutto viene la squadra. E sarà una banalità ma per dare una mano sono disposto anche a giocare in porta. Conta avere fame. La fame di vincere, di portare il pallone di là e segnare.”

La vittoria di domenica ha portato l’Hellas al sesto posto in classifica, in piena lotta play-off e a 6 punti dalla promozione diretta: “Dopo la giornataccia di Padova abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo con Cosenza, Carpi e Crotone. Siamo un po’ scivolati indietro in classifica ma non siamo mancati nel gioco. Grosso? Per me non è giusto che gli vengano addebitate troppe colpe. Siamo noi giocatori a doverci prendere delle responsabilità se le cose non vanno come ci si aspetta. C’era bisogno di maggior serenità, essersi sbloccati ce ne ha data molta. Riprendere ad allenarsi potendo sorridere è importante”.

Conclude Faraoni: “La Spezia la svolta? Dobbiamo confermarci venerdì con la Salernitana. Questa è la partita giusta al momento giusto. Perché è molto sentita, perché dobbiamo dare continuità al risultato di La Spezia, perché ci manca la vittoria davanti al nostro pubblico. I tifosi sono arrabbiati, com’è normale che sia quando rendi al di sotto delle aspettative. Verona non è una piazza ordinaria: respira calcio, non può non essere in A”.

Laureato in Comunicazione all'Università degli Studi di Padova, da sempre tifoso dell'Hellas Verona grazie alla passione trasmessa dal padre. Amante del calcio, della politica e della storia, con l'ambizione di poter vivere scrivendo.